Lavori per il nuovo Ospedale Materno-Infantile di Sassari, “il cantiere sembra fermo”

Inviata una richiesta formale di accesso agli atti all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari per ottenere informazioni trasparenti sullo stato di avanzamento del progetto

“Lo scorso 14 febbraio è stata posata la prima pietra del nuovo Ospedale Materno-Infantile di Sassari, un progetto atteso da anni e finanziato con risorse pubbliche. Tuttavia, a distanza di settimane, quella pietra è rimasta l’unico segno visibile dei lavori. Nonostante gli annunci ufficiali, il cantiere sembra fermo e non vi sono aggiornamenti concreti sui tempi di realizzazione”. A denunciarlo, in una nota, è Davide Sedona, già promotore insieme ad altri cittadini di una petizione per la riapertura del punto nascita di Alghero.

“Per questo motivo, come cittadini direttamente coinvolti e neo-genitori, abbiamo inviato una richiesta formale di accesso agli atti all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari per ottenere informazioni trasparenti sullo stato di avanzamento del progetto. Siamo determinati a vigilare con attenzione su ogni passaggio, affinché questa struttura non rimanga un’incompiuta come troppe altre opere pubbliche. Questa nostra determinazione nasce anche da un’esperienza diretta vissuta di recente durante una visita alle cliniche universitarie. Ci teniamo a sottolineare che il nostro non è un attacco al personale medico e infermieristico, che anzi lavora con un’umanità e una dedizione straordinarie, nonostante condizioni di lavoro insostenibili dovute alla carenza di personale. La stanchezza sui loro volti è evidente, eppure continuano a garantire cure eccellenti, con enormi sacrifici personali” scrive.

“Il problema è che operano in una struttura che ha oltre 50 anni, non più adeguata agli standard moderni per l’assistenza materno-infantile. Mentre in altre città sarde, come Oristano, è possibile partorire in acqua in strutture nuove e all’avanguardia, a Sassari si è ancora costretti a far nascere i propri figli in ambienti che avrebbero bisogno di una radicale ristrutturazione” conclude.

3 Aprile 2025