Campi boe, l’ex Cda del Parco: “Memoria corta e scarsa onestà intellettuale”
Tilloca, Bardino e Grossi contro alcuni ex amministratori: "Non comprendiamo il significato di queste prese di distanza postume da parte di taluni che avevano importanti responsabilità politiche"

Sul progetto del Campo boe, dopo le recenti polemiche e le prese di posizione, intervengono gli ex membri del Direttivo del Parco di Porto Conte, Raimondo Tilloca, Adriano Grossi e Lina Bardino, che parlano di “memoria corta e scarsa onestà intellettuale di alcuni ex amministratori”.
“Oggi la scena politica è occupata dai progetti sul Campo boe e dallo scarica barile che alcuni ex amministratori mettono in campo. Nella nostra qualità di ex membri del Direttivo del Parco di Porto Conte riteniamo doveroso ristabilire un minimo di verità storica e politica a beneficio della Comunità algherese. Il primo progetto, che prevede l’installazione di 60 boe, fu finanziato dalla Regione Sardegna su richiesta del Direttivo allora presieduto da Gavino Scala all’epoca della Consiliatura Bruno. Il secondo progetto fu finanziato nel 2023 a valere sul PNRR” scrivono in una nota i tre.
“I progetti sono stati inseriti in ben 3 delibere di approvazione del bilancio previsionale (2021-2023; 2022-2024; 2024-2026) e 2 delibere di variazione al bilancio del Parco di Porto Conte (2020-2022; 2023-2025). Come si evince chiaramente dai verbali delle riunioni della Assemblea del Parco, queste delibere sono sempre state votate favorevolmente dall’allora capo dell’Amministrazione, e non sono stati riscontrati voti contrari dell’opposizione, che non partecipava al voto, tranne che nel 2023, allorché 3 consiglieri di sinistra si astennero, e nel 2024, in prossimità delle elezioni comunali, allorché 4 consiglieri di sinistra manifestarono il voto contrario. Ma, comunque, in aula e in città non vi furono significative prese di posizione contrarie”.
“Non comprendiamo, quindi, il significato di queste prese di distanza postume da parte di taluni che avevano importanti responsabilità politiche. Crediamo sia doveroso fare politica mettendo in campo la necessaria onestà intellettuale. Non c’è da vergognarsi se qualcuno ha votato consapevolmente i campi boa. E’ evidente che allora riteneva preminente l’obiettivo di tutela ambientale rispetto ad altri interessi, seppur meritevoli di tutela. Così come non c’è da vergognarsi se oggi ha cambiato idea e ritiene preminenti interessi prima posti in secondo piano. In politica, così come nella vita, l’onestà intellettuale non è un optional” concludono Tilloca, Bardino e Grossi.